Gruppo Pesca Sportiva Amici del Bunker

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“Gruppo Pesca Sportiva Amici del Bunker” una importante realtà sportiva ma anche una grande famiglia allargata”

Trieste? Una bella scoperta, non solo quella della “scontrosa grazia” descritta da Umberto Saba. In pochi anni la città giuliana  si è ritrovata al centro di un importante movimento turistico che l’ha consacrata come una delle più realtà italiane. La zona più accattivante è sicuramente Barcola, con il suo caratteristico porticciolo e  il mirabile “contorno”. Da un lato il Faro della Vittoria, dall’altro il Castello di Miramare. alle spalle, alla sommità del ciglione carsico, il Santuario di Monte Grisa. Davanti, adagiata sul mare, la città… E proprio là, nel porto vecchio, gli “Amici del Bunker” hanno la loro sede, nell’edificio che un tempo ospitava la pescheria rionale. Alla fine del molo un bunker austro ungarico è il simbolo della società, ed è parte integrante di una accogliente e spaziosa terrazza a mare, proprio sulla linea di partenza della regata più affollata del Mediterraneo, la famosa “Barcolana”.

All’ombra del bunker, quasi quarant’anni fa, si formava spesso un crocchio di amici. Gli argomenti dominanti di quelle estemporanee riunioni erano sempre gli stessi e legati alla pesca sportiva, che allora si praticava con la “togna”, nonché la difesa dei posti barca, diritto insidiato da chi acquistava per poche lire una barchetta rabberciata e la sostituiva con una nuova, naturalmente più bella ma anche più grande.

Furono proprio queste, la pesca e la difesa degli ormeggi, le motivazioni che indussero trentaquattro persone a costituirsi in associazione ed a formare il “Gruppo Pesca Sportiva Amici del Bunker”. A quei soci fondatori, nel corso degli anni, se ne sono aggiunti molti altri, tant’è che oggi la società di soci ne conta oltre trecento.

Il presidente Alfonso Lattanzio, cavaliere, maestro del lavoro e giovane pensionato, ha messo a disposizione tutta la sua esperienza organizzativa e manageriale, oltre che una costante presenza in sede. “Il problema degli ormeggi è stato risolto nel modo migliore – ci tiene a sottolineare – con concessioni collettive alle consorelle operanti nel porticciolo. Con il risultato che non ci sono più barche in seconda fila e il canone annuo è  in assoluto il più basso nel posto più attraente e ambito della città”.

Gli “Amici del Bunker” vantano una serie di primati ineguagliabili data la loro prerogativa di saper precorrere i tempi. A Trieste si ricorda ancora con simpatia la “Tre giorni barcolana “, manifestazione antesignana di sagre e feste basate sul lavoro di soci e simpatizzanti e finalizzate a sostenere le attività agonistiche e sociali.

Questo sodalizio è stato fra i primi nell’Alto Adriatico a organizzare una gara di windsurf, quando la tavola a vela rappresentava poco più di una curiosità. Inoltre a Barcola venne istituita la prima scuola di pesca sportiva per ragazzi, abilitata dal Coni quale Centro di avviamento allo sport (CAS), allora una vera rarità nazionale per la pratica di questa disciplina. Oggi le scuole di pesca sono numerose e diffuse in tutta Italia. Ancora: forse pochi sanno che è stato il “Bunker” a esprimere l’unica campionessa italiana di pesca dalla riva, l’unica donna ad aver mai vinto il titolo tricolore assoluto, misurandosi con oltre cento finalisti di sesso maschile.

Quest’anno un altro riconoscimento importante è venuto dalla Federazione Pesca Sportiva Nazionale. Un titolo di benemerenza per aver “organizzato in modo a dir poco impeccabile i Campionati Italiani di pesca dalla barca”. Due giorni di gare con finalisti provenienti da tutte le regioni d’Italia.

Ma la società non vive solo di agonismo, anzi. In questo periodo la pesca è abbondante e di qualità. Finiti gli sgombri, ora è il periodo giusto per le orate ed i riboni, già si pescano i primi calamari e fra poco arriveranno i moli…

Nelle giornate favorevoli c’è gran fervore in porticciolo e non sono rare le grigliate sul molo. L’ultima ad inizio ottobre  con oltre cento sgombri per una cinquantina di persone.

“Il Bunker, oltre ad essere una importante realtà sportiva è una grande famiglia allargata” Così si è espresso recentemente il cav. Renato Del Castello, responsabile provinciale della Federazione Pesca sportiva” “Il merito – gli ha replicato Alfonso Lattanzio – è di tutto consiglio direttivo. In quarant’anni di storia, la società non ha mai avuto collaboratori cosi capaci, affezionati e partecipi come in questi ultimi tempi…”.

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