Che cosa si intende per Integrazione Fasciale?

di Gianpietro Carlet - Integrazione Sistemica Posturale-

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Che cosa si intende per Integrazione Fasciale?

è in effetti negli anni ’90 che Thomas Myers conclude il suo lavoro sui meridiani miofasciali, in quanto utilizza la connessione delle fascie nel lavoro energetico (rilascio cellulare e molecolare) e nel lavoro dei tessuti. Questo completa l’attività e la risoluzione delle patologie più importanti del connettivo. Prendiamo l’esempio di un intervento profondo sul bacino. Oltre all’azione specifica sulle singole unità muscolari, come grande gluteo in superficie o pavimento pelvico in profondità, vengono aggiunte manovre alternative lungo le linee principali che passano dalla precisa stazione delle anche e del sacro. Si entra in merito della linea posteriore anteriore e laterale, da un punto di vista superficiale, anteriore profonda da un livello più interno, (Linne che analizzeremo nei prossimi numeri).

Sono così coinvolti nella liberazione del bacino anche il quadricipite femorale, il tibiale, il retto dell’addome fino al massetere dei muscoli orali, oppure gli obliqui, l’erettore della colonna o i tendini della gamba posteriormente per citarne solo alcuni. Vengono lavorati muscoli che non appartengono direttamente al bacino, ma sono presenti nelle linee che lo attraversano. In questi differenti segmenti la forza si distribuisce e si estende. Si creano canali privilegiati in cui ripartire e dissipare le tensioni in tutto il corpo.

Allo stesso modo la linea viene usata per agire sul rilascio di una singola unità muscolare distante nello spazio. Si può agire sul collo ad esempio, partendo dal tibiale e il gastrocnemio, quindi dai muscoli inferiori della gamba. Si può operare su un’area del corpo partendo da una manovra svolta all’estremo opposto. Rimane però fondamentale che il piano sul quale si svolge il lavoro appartenga allo stesso binario.

L’importanza che l’integrazione fasciale assicura all’espressione emotiva dei vissuti, viene avvantaggiata dalle scoperte di Myers. Sono scoperte molto utili per gestire e amplificare l’emergere dei contenuti durante le sessioni di lavoro. Ogni memoria ha a disposizione infatti tridimensionalmente tutto il corpo e può usare l’organizzazione delle linee per rivelarsi a tutto campo.Si dirigono così gli interventi su tutti i binari a disposizione. Il corpo approfittando di questi canali privilegiati, conforma se stesso ad una maggiore fluidità e vitalità. Queste forze gestiscono e coordinano, dietro le quinte, le tensioni e l’organizzazione globale della tensostruttura, garantendo ad ogni muscolo la persistenza di una forza che attraverso la sua forma e reattività, dona una dinamica unica e intrinseca.

Gianpietro Carlet

 

Gianpietro CarletIntegrazione Sistemica Posturale

Cervignano del Friuli (UD) – c. 338 767 4290 – c. 370 313 2901

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4 febbraio, 2017|

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