– 42×42 Born To Run – da Trieste ad Atene per un totale di 1.699 chilometri

– 42×42 Born To Run – da Trieste ad Atene per un totale di 1.699 chilometri

Facebooktwittergoogle_plus

Victory Sport

presenta:

Giacomo Goina – 42×42 Born to Run

42 chilometri per 42 giorni da Trieste ad Atene

1.699 chilometri complessivi di maratone quotidiane

Adesso, per la verità, sto pensando seriamente alle Olimpiadi… 

MONFALCONE 42 chilometri per 42 giorni consecutivi di corsa effettiva da Trieste ad Atene per un totale di 1.699 chilometri coperti.

         Giacomo Goina, atleta giuliano di soli 28 anni e in un certo senso neofita del podismo, è davvero ‘nato per correre’. E lo ha confermato nel tardo pomeriggio di ieri in occasione della conferenza stampa/presentazione pubblica ufficiale della sua impresa titanica, denominata non a caso ’42×42 Born to run’.

         L’affollato incontro, ospitato nel salottino di rappresentanza di Victory Sport a Monfalcone, ha esplorato fin nei minimi particolari l’impresa di Goina che, partito il 17 aprile scorso da piazza Unità a Trieste, ha concluso le sue fatiche podistiche sotto la pioggia il successivo 28 maggio in piazza Syntagma ad Atene con doveroso set di foto ricordo tra i marmi pentelici del vicino stadio Panathinaiko, location dall’enorme valore storico e simbolico che dal 2004 è incisa su tutte le medaglie olimpiche.

42x42 BornToRun arrivo Atene

         Insieme a Goina, il team dell’impresa internazionale era composto anche dall’amico Alessandro Sciotto (al volante della stipatissima Opel Corsa che seguiva il podista come un’ombra) e dalla fotografa Ana Blagojevic che, spesso dal sellino di una bicicletta, ha immortalato il viaggio intero con scatti e video che presto diventeranno un documentario.

         Grazie all’ausilio di uno schermo, comunque, ampio assaggio di queste testimonianze multimediali è stato fornito anche in occasione dell’incontro nella sede di Victory Sport in via Grado n° 54/c (attigua Kinemax), dove Goina è stato affiancato dai componenti del team di professionisti che hanno supportato l’avventura:

il padrone di casa Matteo Saule (che ha curato direttamente l’integrazione alimentare, in coordinamento con lo sponsor tecnico +Watt, rappresentato da Vittorio Baccari, che ha messo a disposizione anche un biologo per il completamento di un piano operativo scientifico),

la dottoressa Stefania Bernardis (fisioterapista della Movita di Udine che ha seguito l’atleta anche sotto l’aspetto posturale nelle fasi di preparazione dell’impresa, fornendo in preziosi plantari),

e Ruggero Poli (presidente dell’Asd G.S. San Giacomo di Trieste, protagonista anche del provvidenziale ‘colpo di mano’ che, praticamente alla vigilia della partenza, costringe Giacomo a recanrsi in un negozio specializzato in calzature sportive per fare rifornimento di scarpe tecniche al posto di quelle generiche e inadeguate che utilizzava allora, trovando anche amichevole supporto dallo staff di Mima Sport e dalla Saucony).

Giacomo Goina, dal canto suo,  non si è fatto pregare per  illustrare in prima persona il suo lungo viaggio, nonché le motivazioni anche di carattere solidaristico alla base della faticosa avventura da poco portata a termine.

Ampio spazio è stato riservato alle testimonianze dirette e alle caratteristiche della preparazione atletica, alle metodologie scelte, ai materiali utilizzati e al sofisticato piano di integrazione che hanno reso possibile il compimento di uno sforzo simile.

Tra i presenti anche alcuni atleti di spicco a livello nazionale, specialisti della disciplina e delle ultra maratone, che nel corso dei mesi hanno regalato consigli e incoraggiamento all’ambizioso neofita, come il campione tricolore Paolo Massarenti e l’esperto Roberto Tomat che ha letteralmente ‘guidato’ Goina in occasione del suo primo test sulla distanza olimpica: l’Unesco Cities Marathon Cividale-Palmanova-Aquileia.

Storia dell’impresa, aneddoti, segreti e curiosità sono arrivati direttamente dalla voce di Giacomo Goina che, altro elemento clamoroso, non vanta alcun precedente nel mondo del podismo, essendo stato calciatore da ragazzino e poi atleta sì, ma nel mondo artistico dell’accademia di danza…:

Tutto cambia nell’ottobre 2016 quando, reduce dalla conclusione degli studi all’Accademia di danza, vado semplicemente a corricchiare con un amico a Milano dove risiedevo all’epoca. L’idea scatta nella mia testa proprio in quel momento. Era il 28 ottobre 2016 e mancavano 171 giorni alla partenza…”.

Essendo in tutto e per tutto neofita del mondo del podismo, dai materiali alla preparazione atletica, dall’alimentazione all’integrazione e alla tattica, ho provato a fare da solo. Chiedendo soltanto qualche consiglio a un amico di Foligno, Mattia, che deve avermi preso per matto. ‘In quanto fai i 10km?’ mi chiese. ‘Mai fatti’, risposi. Il giorno successivo li coprii in 57′: gli mandai un messaggio e lui non mi rispose neppure. Poi, dopo un mese di messaggi quotidiani nei quali gli comunicavo i miei progressi senza pause, iniziò a prendermi davvero sul serio e, forse impietosito ma di certo preoccupato, mi diede alcune preziose indicazioni per gestire la situazione, preparando il mio corpo a questo genere di sforzo”.

Nel giro di poche settimane diventai drogato dalla corsa e iniziai persino a soffrire di una sorta di dipendenza che, tuttavia, dovetti contrastare nel dicembre 2016 quando il mio fisico andò in tilt e per un mese intero dovetti rimanere fermo, causa ‘crisi di rigetto’”.

Nel gennaio scorso, tuttavia, riprendo la mia attività e mi metto ufficiosamente alla prova sui 42 chilometri in un’anomala competizione cittadina. A fine marzo, invece, esordisco realmente sulla distanza all’Unesco Cities Marathon con il tempo di 3h13′”.

Proprio in quei giorni, una serie di fortunate e casuali coincidenze mi mettono in contatto con i professionisti che in seguito mi avrebbero seguito con grande affetto e competenza: da Matteo Saule alla dottressa Bernardis fino al presidente Peri. E anche con gli sponsor Garden’s Planet e Taverna Sapori Greci”.

Rimasti senza camper e fisioterapista a pochi giorni della partenza, ho dirottato su una semplice utilitaria e due amici, disposto anche a partire da solo. Avevamo una diaria di 42€ in tre, benzina esclusa, e un paio di volte abbiamo dormito, male, anche in tenda. Nell’arco dell’impresa ho perso solo tre chili, anche grazie alle staffette di chi mi consegnava integratori e materiali tecnici provenienti da Monfalcone e Trieste nelle località più disparate dei Balcani: i preparatori hanno sentenziato che sono ‘geneticamente predisposto’…”.

L’unico momento difficile si è verificato dopo i primi sei giorni e sei maratone quando sono stato ‘convinto’ a riposare per un giorno, ma senza troppa convinzione da parte mia. La presi come una sconfitta”.

A cosa pensavo durante la corsa? A tutto e a niente. Il mio obiettivo era comunque quello di salutare tutti coloro che incontravo e ricevere il loro saluto di ritorno”.

Alla fine ho consumato quattro paia di scarpe, cambiandole ogni 650 chilometri. Ho coperto ogni singola maratona con il tempo medio di 4h55’e solo in qualche caso sono andato oltre le cinque ore. Il miglior tempo? Proprio l’ultima prova: 3h38′”.

E adesso? Per la verità, sto pensando seriamente alle Olimpiadi. Ma, sinceramente, non so ancora in quale specialità concorrere e a quale edizione partecipare…”.

Per ulteriori informazioni:

Cristina Legovich

+39 3938613118

Victory Sport

via Grado n° 54/c – Monfalcone (GO)

Tel: 0481712256

www.victorysport.itinfo@victorysport.it

rssinstagram
23 giugno, 2017|Campione In primo Piano|

Leave A Comment

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Adsense

Prossimi eventi

RSS 3000sport

Articoli recenti