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Sold-out a un mese dalla gara. La seconda edizione de La Corsa della Bora, evento di trail running organizzato da ASD Sentierouno che si svolgerà il 6 gennaio 2017 sul Carso triestino, ha già raccolto il numero massimo di partecipanti.

 

Complessivamente saranno mille gli atleti che si alterneranno sulle 3 distanze: S1 Half – 21km con 400 m di dislivello, S1 Trail – 57km con 2500 e la novità dell’edizione 2017, Ipertrail, 164 km e 5500 di dislivello, percorribile anche in team o in staffetta, quest’ultimo riservato solo ad atleti di comprovata esperienza.

Un numero maggiore di partecipanti non consentirebbe di garantire la sicurezza agli atleti sul tracciato, non trattandosi di strada, ma di sentieri -è il caso di Ipertrail- a tratti nemmeno battuti.

 

Le iscrizioni arrivano da tutta Italia e da diversi Paesi europei come dalle vicine Slovenia e Austria, ma anche da Norvegia, Germania, Repubblica Ceca, Ungheria, USA, India, Belgio, solo per citarne alcuni.

 

A seconda della distanza, i percorsi prevedono partenze da Opicina, Pese e Sistiana, tutti attraverso il ciglione carsico con arrivo nella suggestiva cornice di PortoPiccolo, e compiendo, nel caso di Ipertrail, un anello che sconfina sulle vette al confine tra Slovenia e Croazia.

 

“La grande novità dell’edizione di quest’anno sono i 164 km di Ipertrail – spiega Tommaso de Mottoni, presidente ASD SentieroUno -. Impegnativi di per sé, ma resi ancor più duri perché in autonomia, un concetto di autonomia che abbiamo rivoluzionato. Vi dico solo che gli ipertrailer non avranno ristori, ma ogni 20km li seguirà una cassa, in cui troveranno ciò che precedentemente avranno scelto di voler trovare. Ma le novità riguardano anche le altre distanze, la 21 e la 57km, con percorsi in parte cambiati sulla base dei suggerimenti costruttivi di chi le ha corse lo scorso anno. In particolare abbiamo eliminato i tratti su asfalto, con un incredibile finale che si correrà direttamente in spiaggia, sugli scogli”.

 

Christian Modena, top runner del team internazionale New Balance, il 6 gennaio tornerà sulla linea di partenza di S1T-57km, e la sintetizza così: “La Corsa della Bora ormai è diventata l’anticamera della stagione trail in Italia. Una prima occasione per macinare chilometri piuttosto veloci, per valutare la condizione e mettere le basi per il nuovo anno. Un periodo dell’anno particolarmente severo la colloca tra i trail considerati piuttosto impegnativi e selettivi. Un percorso molto suggestivo, caratterizzato da tratti velocissimi alternati a punti tecnici dove per andare forte servono esperienza e una buona velocità di base. Un arrivo e una partenza in luoghi molto suggestivi fanno da coronamento a un appuntamento che diventerà negli anni imperdibile”.

 

Numerosi i nomi importanti del trail che giungeranno a Trieste: tra i top runner che si sfideranno in Ipertrail vi sono Peter Kienzl, quest’anno vincitore dei durissimi 350km della 4k Alpine Endurance Trail, Alexander Rubensteiner, team Skinfit/Hoka primo a Le 100 Porte di Pietra 2016, Enrico Viola, atleta di punta triestino membro del team Ferrino e tra le donne Cristiana Follador, già campionessa del mondo e prima classificata a S1T dello scorso anno. Sulla startline di S1T-57km torneranno Luca Carrara, membro della Nazionale Italiana di Ultra Trail e del Team Mammut, vincitore della scorsa edizione, e Nicola Bassi, team Dynafit, terzo lo scorso anno, mentre sarà la prima volta per Tullio Frau, atleta non vedente.

 

La Corsa della Bora è già inserita nei massimi circuiti di settore: fa parte di ITRA, primo circuito mondiale di gare di trail, è una delle gare qualificanti per l’Ultra Trail de Mont Blanc, è membro IUTA– Associazione Italiana Ultra Maratona e Trail, oltre che è una delle selezionatissime gare del circuito “Run the world”.

 

Punti cardine della filosofia della manifestazione, dettagliati in un regolamento particolarmente severo, il rispetto dell’ambiente e la sicurezza dei concorrenti. Non a caso partner de La Corsa della Bora, con un fondamentale ruolo non solo il giorno dell’evento ma anche nella pianificazione pre-gara, è il Soccorso Alpino. Significativa, inoltre, la collaborazione con il Poliambulatorio Poligardelli, realtà storica e d’eccellenza della città, che garantirà un servizio di massaggi post-gara all’arrivo a PortoPiccolo.

 

La Corsa della Bora non è tuttavia soltanto un evento dall’alto valore tecnico. Vuole essere un’opportunità per scoprire e godere della bellezza del Carso e dei suoi prodotti. I punti ristoro, che si appoggiano a strutture ricettive locali o, nel caso di Dolina, alla Comunella “Serenja Dolina”, offrono “cibo vero” e tipico. Dalle luganighe, al brodo, dai salumi alle torte “carsoline”. E per “reintegrare” anche birra, artigianale naturalmente, con l’etichetta “La Corsa della Bora” creata appositamente dal birrificio “Grana 40”. I ristori saranno coordinati dai ragazzi dell’indirizzo turistico-alberghiero dell’Istituto di formazione IAL Fvg mentre per agevolare gli spostamenti dei concorrenti e dei loro accompagnatori tra il Carso e il centro città, per dar l’opportunità di scoprire in toto il territorio, è stato creato un’ampio servizio di navette grazie alla collaborazione con Trieste Trasporti.

 

Quest’anno per coinvolgere anche chi non se la sente di cimentarsi su queste distanze ma vuole vivere una giornata di festa all’aria aperta, è stata creata S1Dog, un anello di circa 5km, con alcune prove di abilità e una caccia al tesoro per gli amici a quattro zampe di tutte le razze. Un’iniziativa messa a punto grazie alla collaborazione con U.CI.O-Unità Cinofile Operative Onlus FVG, aperta a famiglie, amanti della natura e degli animali.

 

Una kermesse che si basa sull’entusiasmo e sullo straordinario contributo di moltissimi volontari che grazie alla collaborazione con l’ICS- Consorzio Italiano Solidarietà potrà contare anche quest’anno sul coinvolgimento di rifugiati.

 

La Corsa della Bora ha il patrocinio di Regione Friuli Venezia Giulia, I Feel Slovenia, PromoTurismo FVG,  Comune di Trieste, Comune di Duino Aurisina – Občina Devin Nabrežina, Comune di San Dorligo della Valle – Občina Dolina, Comune di Sgonico –  Občina Zgonik,  Comune di Monrupino – Občina Repentabor,  Comune di Erpelle Cosina – Občina       Hrpelje- Kozina, Comune città di Capodistria – Mestna Občina Koper.

 

La diretta della gara si potrà seguire sulle frequenze di Radio Punto Zero 101.100-101.300-101.500 in tutto il Friuli Venezia Giulia, Veneto orientale, Coste della Slovenia, Dolomiti, Tarvisio, Carinzia e in streaming in tutto il mondo su www.radiopuntozero.it.

 

Le due anime della Bora: una gara transfrontaliera

 

La Corsa della Bora 2017 diventa transfrontaliera, sia nel percorso da 57 km, con 10 km da Draga S. Elia a Prebenico passando per Beka e Socerb, che in Ipertrail, con un’ampia sezione sul Carso sloveno, che si spinge fino alle vette al confine tra Slovenia e Croazia.

Per i triestini Bora significa potenti raffiche e golfo plumbeo spruzzato di bianco. Per gli sloveni, altopiani spazzati da un vento gelido. Due anime dello stesso vento e una gara per esprimerle e farle vivere a chi visita le nostre terre.

 

La Corsa della Bora racconta, infatti, due mondi, prima attraversando paesaggi tipici dell’entroterra e poi affacciandosi sul mare, passando su quei sentieri di confine che prima dividevano due nazioni e ora le uniscono. Non a caso, passa anche sul sentiero dell’amicizia, voluto per unire questi due paesi.

 

“In qualità di Organo gestore della Riserva naturale regionale della Val Rosandra – Dolina Glinščice, area naturale protetta dall’elevato grado di biodiversità e di alto valore naturalistico – così il Comune di San Dorligo della Valle–Dolina – patrociniamo l’evento che si svolge per buona parte del tracciato nell’ambito del territorio della Riserva naturale della Val Rosandra – Dolina Glinščice, oltre che attraverso i 2 comuni contigui di Hrpelje-Kozina e di Koper-Capodistria, con i quali intratteniamo  storicamente eccellenti rapporti”. “Siamo felici di poter collaborare con La Corsa della Bora – così il Comune di Hrpelje – evento che promuove il territorio come luogo per vivere il tempo libero in modo attivo”.

“Siamo felici che il Comune di Capodistria faccia parte del percorso di gara. Con progetti come La Corsa della Bora si creano e rafforzano la collaborazione e collegamento transfrontaliero, fattori chiave per lo sviluppo e creazione di uno standard di vita migliore per la locale popolazione – nota il vicesindaco di Capodistria Peter Belčič. In questo modo si rafforzano anche i legami tra comuni e popolazione, di estrema importanza per un ulteriore sviluppo sia dei comuni che delle regioni. Progetti come La Corsa della Bora contribuiscono inoltre allo sviluppo di una mente sana in un corpo sano, importante per migliorare lo stato di salute delle persone ed educano ad uno stile di vita più sano in generale”.

 

 

Ipertrail: 164  km, 5500 D+ –

 

Un anello perfetto, partendo in riva al mare, prima lungo il Golfo di Trieste per poi addentrarsi sugli altopiani della Bora fino alle nevi del monte Slavnik, correndo sulle creste di confine tra Italia e Slovenia, tra Slovenia e Croazia e tornado alla partenza sul famosissimo Sentiero 3, noto per la Cavalcata Carsica.

 

Tratti estremamente tecnici intervallati da sezioni scorrevoli, viste mozzafiato sul Golfo di Trieste e passaggi nelle magiche e selvagge faggete della Slovenia. Un percorso che riassume in sé tutte le varietà di paesaggio e di terreno, dalla secca roccia calcarea dolomitica alle cime innevate. Sezioni in cui la navigazione avviene a vista e con GPS lungo piste selvagge che portano poi a comodi e battuti sentieri. Ogni tratto è una sorpresa, ogni chilometro una sfida all’adattamento.

 

Il percorso sarà segnato nei punti principali, i sentieri marcati con i marcavia escursionistici  e in alcuni tratti con bandierine, ma l’uso del GPS potrebbe essere necessario. Se c’è neve, vento forte o condizioni avverse potrebbe essere l’unico modo per non perdersi.

 

Ipertrail rivoluziona il concetto di “autonomia”. I punti di ristoro sono ogni 20 km e sono costituiti da una cassa. In questa cassa i concorrenti decideranno cosa trovare: cibo e bevande da una lista fornita dall’organizzazione oppure equipaggiamento cibo e bevande fornite dal concorrente. Al punto di ristoro ci sarà personale disponibile per le emergenze ed il controllo, ma la gestione delle risorse sarà completamente a carico dei concorrenti. Una gestione dell’attrezzatura e delle provviste simile a quella di una spedizione: va fatta con attenzione e senza sottovalutarne l’importanza. Per la preparazione di cibi e bevande calde sarà disponibile in uso un fornello da campo. Pianificare per tempo e non sbagliare la pianificazione: un elemento chiave nelle gare lunghe. Tutto va deciso prima, e le decisioni devono far fronte agli imprevisti. Questo è ipertrail.

 

Soli, in autonomia, ma sempre al sicuro grazie a DotVision. Ogni occorrente sarà monitorato costantemente, 24 ore su 24, via satellite dall’organizzazione, pronta ad intervenire in caso di difficoltà. Un servizio di soccorso a chiamata satellitare sarà disponibile per i concorrenti della gara in modo da garantire la sicurezza pur senza alterare lo spirito di avventura di una sfida estrema come Ipertrail. Ma non solo! L’organizzazione monitorerà costantemente se qualcuno si perderà o uscirà dal sentiero tracciato e quasi in tempo reale potrà avvertirlo con un messaggio. Tutto questo dando anche alle famiglie dei concorrenti la possibilità di seguire in tempo reale i progressi e l’avanzamento lungo il percorso su internet.

 

Una gara, Ipertrail, a cui si è potuto accedere solo su valutazione del curriculum sportivo, andata sold-out rapidamente, raggiungendo il limite massimo di 100 concorrenti, sia nella formula di competizione individuale, che in team, che in staffetta. Top runner quali Peter Kienzl, Alexander Rabensteiner, Cristiana Follador ed Enrico Viola correranno iassieme a partecipanti provenienti da tutta Europa. Una sfida che prenderà il via all‘1 di notte del 5 gennaio e che durerà almeno 24 ore.

 

 

Regola numero 1: sicurezza

 

Sicurezza al primo posto. Anche se ciò significa sollevare le lamentele di qualche partecipante. La Corsa della Bora ha un regolamento intransigente che fa rispettare con accurati controlli. Tutti, dal top runner a chi si cimenta per la prima volta su un percorso del genere, è tenuto ad avere con sé la dotazione obbligatoria che contempla l’equipaggiamento necessario a far fronte a imprevisti: lampada frontale, coperta termica, un quantitativo di liquidi, abbigliamento consono alla stagione. Apparentemente banalità, ma in realtà accorgimenti spesso trascurati, che diventano decisivi in caso di infortuni in pieno inverno in zone difficilmente accessibili.

 

Non a caso, partner della Corsa della Bora è il Soccorso Alpino – sezione di Trieste, con cui è stato fatto anche un lungo lavoro di prevenzione, così come la controparte slovena, Gorska Reševalna služba.

Partnership strategica anche con la “XXX OTTOBRE”, sezione del Club Alpino Italiano a Trieste, una realtà tra le più vive in campo cittadino e nazionale per praticare l’alpinismo, lo sci-alpinismo e la speleologia in tutte le sue forme, che svolge l’attività operativa attraverso 8 Gruppi, 3 Commissioni e 3 Scuole.

 

La sicurezza dei concorrenti è garantita anche da un protocollo di abbandono alla gara: ciascuno è fornito di una scheda, messa a punto con il Soccorso Alpino, grazie a cui è possibile valutare il grado di gravità della motivazione che spinge all’abbandono. Ne conseguono diverse possibilità di “recupero” di chi si ritira, nel caso meno grave, grazie a un servizio navetta garantito da Trieste Trasporti. Questa metterà a disposizione 5 autobus che la mattina del 6 gennaio accompagneranno gli atleti in prossimità delle linee di partenza. Una sesta vettura collegherà Sistiana a Piazza Oberdan nel pomeriggio della stessa giornata, mentre due bus navetta transiteranno lungo il percorso durante la gara per dare assistenza agli atleti che dovessero ritirarsi.

 

“Essere al servizio della città significa anche condividerne eventi e passioni” dice il presidente di Trieste Trasporti Pier Giorgio Luccarini. “La Corsa della Bora è una manifestazione internazionale che ha una straordinaria valenza agonistica e sportiva e l’azienda ha scelto convintamente di esserci. La fatica di questi atleti che percorreranno di corsa fino a 164 km è una bellissima metafora della vita, un esempio di tenacia e caparbietà da cui tutti abbiamo qualcosa da imparare”.

 

 

Zero rifiuti: la filosofia di rispetto ambientale

 

Amare stare all’aria aperta, godere delle bellezze uniche che la natura può offrire: nell’animo del trail runner deve esserci questa fondamentale componente. Ma affinché sia autentica non può mancare anche un genuino interesse a preservare e rispettare l’ambiente.

 

La Corsa della Bora insiste molto sul concetto che la natura va rispettata e che la corsa in montagna non è corsa sull’asfalto. Il trail running e lo sky running non sono quindi delle “varianti” della corsa su strada, ma richiedono delle attenzioni particolari. Equipaggiamento adatto ed attenzioni specifiche. Aspetti su cui il regolamento ha volutamente scelto di essere intransigente.

 

L’obiettivo è zero rifiuti lungo il percorso: capita, in gare su asfalto, ma anche di trail, che a competizione conclusa sia possibile ripercorrerne l’itinerario seguendo cartacce, bicchieri e bottiglie di plastica abbandonati. Uno scenario che La Corsa della Bora ha scelto di voler evitare fin dalla sua prima edizione, suscitando lamentele per la rigidità del regolamento. Questo impone che tutti gli incarti di barrette, gel o altro consumabile, riporti il numero di gara dei concorrenti, in modo di poter risalire, e penalizzare, il proprietario in caso di abbandono. Ugualmente, se durante un controllo vengono trovati incarti non segnati viene applicata penalità. Se una cartaccia cade, si raccoglie.

 

Inoltre, tutti i concorrenti dovranno avere una “ecotazza” oppure una borraccia con un collo di almeno 4 cm di diametro da usarsi come bicchiere ai ristori. Qui, infatti, non saranno distribuiti bicchieri di plastica.

Lo scopo di questa norma è responsabilizzare i concorrenti al massimo rispetto dell’ambiente.

 

 

Gastronomia e prodotti locali: un viaggio attraverso le produzioni tipiche

 

La Corsa della Bora non è solo competizione, è prima di tutto un’occasione per scoprire il territorio, per stare insieme e per vivere una giornata indimenticabile. Non a caso vengono aspettati tutti, non solo i più veloci che portano a termine la 57km in quattro ore e mezza, ma anche i camminatori, che ci impiegano quasi 12 ore.

 

E in una giornata di festa la gastronomia è un tassello fondamentale. La maggior parte dei ristori, che saranno coordinati dai ragazzi dell’indirizzo alberghiero dell’istituto di formazione IAL FVG, si appoggeranno a strutture del territorio: nel tratto sloveno, Dobra Hiša Golac e Posestvo Brgod, poi a Dolina, il suggestivo ristoro gestito dalla Comunella-Srenja Dolina, a seguire il Ristorante al Pozzo a San Lorenzo, il Ristorante e Camping Obelisco a Opicina e il Pub Benningans a Santa Croce. Sarà un’occasione per assaggiare prodotti locali come le torte carsoline, per riscaldarsi con un buon brodo o per farsi tentare da qualche salsiccia di Vienna. I ristori saranno allestiti grazie alla collaborazione del Conad Superstore Duino, barrette e integratori saranno forniti direttamente da Isostad.

 

Un piccolo viaggio attraverso Trieste e il Friuli Venezia Giulia verrà percorso anche grazie ai prodotti, made in FVG, che verranno offerti ai concorrenti: acqua Goccia di Carnia, il grande pasta party all’arrivo con Pasta Zara, i tradizionali dolci locali del forno artigianale Ulcigrai. Ancora, la birra artigianale etichetta “La Corsa della Bora” special edition Grana 40, il Birrificio Artigianale di Ipplis, nel cuore dei colli orientali del Friuli Venezia Giulia, che reinterpreta in chiave moderna gli stili che hanno segnato la storia della birra. E per concludere in bellezza, nella capitale della Bora, ma anche del caffè, non poteva mancare una bella dose d’energia grazie a Caffè San Giusto che accoglierà i concorrenti a PortoPiccolo con una calda tazzina.

 

 

L’entusiasmo dei volontari

Un’intera provincia con appendici non trascurabili oltre confine. 57Km da presidiare per garantire assistenza ai concorrenti. Un tracciato estremamente ampio che l’organizzazione ASD Sentierouno gestirà grazie al fondamentale apporto di tutti coloro che hanno sposato con entusiasmo la filosofia dell’iniziativa: far conoscere le incredibili bellezze del Carso triestino, sia in termini di paesaggio che di produzioni gastronomiche.

 

Ecco che il lavoro di moltissimi volontari è un tassello fondamentale per il successo della manifestazione:  l’Associazione Cravatte Rosse San Giusto, i Volontari della Protezione Civile, il Nucleo di Protezione Civile Carabinieri… Così come quello di un gruppo di rifugiati, che coordinati dall’ICS- Consorzio Italiano Solidarietà, garantirà assistenza lungo il percorso.

 

 

 

Un parterre di atleti “Top”

Alcuni di loro hanno scelto di partecipare, di propria iniziativa e non su invito, già alla prima edizione. Altri sono stati attratti dalla novità di quest’anno, l’originale e impegnativa formula di Ipertrail. Il risultato è un parterre di altissimo livello, ospite nel cuore di Trieste dell’Hotel Victoria.

 

All’1 di notte di giovedì 5 gennaio sulla linea di partenza di Ipertrail, l’anello transfrontaliero da 164km, ci sarà Peter Kienzl, che fra le fatiche concluse con successo quest’anno può vantare il primo posto alla durissima 4k Alpine Endurance Trail (350km). Con lui Alexander Rabensteiner (team Skinfit/Hoka), quest’anno primo assoluto a Le 100 Porte di Pietra (102 km) e secondo ai 160km della Alpen X 100.

 

Ci sarà anche Luca Carrara (team Mammut), membro della Nazionale Italiana di Ultra Trail, nei primi posti sia del ranking Skyrunning, che nel ranking I-tra (848 pti). Nel 2016 si è laureato Campione Italiano di Trail (FIDAL) e ha vinto le Skyrunner Italy Series – ULTRA. È lui il primo vincitore di S1T, all’edizione 2016: quest’anno ci riprova, sempre sulla 57km, sperimentando il nuovo percorso.

 

Torna anche la prima classificata a S1T 2016, la già campionessa del mondo Cristiana Follador, che quest’anno ha scelto di mettersi alla prova sulla gara più dura e più lunga, Ipertrail-164km. Una scelta analoga a quella di Enrico Viola, team Ferrino, atleta di punta di casa che dopo aver percorso alla prima edizione S1 si lancia nell’avventura dell’Ipertrail.

 

A sfidarsi sulla 57km, correranno anche Christian Modena, per il team New Balance, e Nicola Bassi, team Dynafit, oltre all’atleta non vedente Tullio Frau.

 

 

“La volontà non ha barriere”: l’incredibile storia di Tullio Frau

Una mente aperta non ha barriere, neanche se il fisico vorrebbe importele. Tullio Frau è un esempio lampante di quanto con la volontà, componente indispensabile specie in questo genere di competizioni, sia possibile  raggiungere qualsiasi obiettivo.

 

Nato nel 1953 con negli occhi una malattia allora incurabile, andato in pensione dopo una vita da massofisioterapista, ha scelto un nuovo inizio. Ha iniziato a correre, ponendosi come primo, di tanti ambiziosi obiettivi poi raggiunti, la Maratona di New York. Lo scorso anno ha corso la prima edizione della I.S.R.U., gara di 250 km a tappe attraverso il deserto iraniano anche con punte di 61 gradi.

 

Ora parteciperà a La corsa della Bora “molto difficile per le superfici impervie ma con dei panorami mozzafiato”. Spiega così la sua motivazione: “Ciò che mi spinge ad andare avanti e non fermarmi mai è che prima o poi, coloro che oziano o per mancanza di stimoli, o per mancanza di stima nei propri confronti possano finalmente cambiare stile di vita come me e quindi poter vivere in piena salute. Oltre a La volontà non ha barriere, il mio motto è Non prender paura di ciò che ti spaventa: fallo

 

 

Premi

Ferrino, main sponsor dell’evento, fornirà premi di grande valore specie per i primi classificati di Ipertrail: zaini, sacchi a pelo e giacche di altissima qualità e materiale tecnico.

 

I migliori classificati di S1Trail riceveranno ingressi gratuiti alla Spa di PortoPiccolo e premi sia a marchio Ferrino, che a marchio LEKI, brand noto specie per i bastoncini progettati e prodotti secondo le più moderne ed ecologiche procedure.

 

I vincitori di S1Half otterranno buoni shopping da spendere al Palmanova Outlet Village e ingressi gratuiti alla Spa di PortoPiccolo.

 

Verranno inoltre premiati – con buoni Palmanova Outlet Village – gli ultimi classificati e i concorrenti più colorati, così come gli atleti meno giovani con il premio “Senior – San Giusto Caffè”. Il caffè non solo è una bevanda che, grazie alla caffeina, migliora le prestazioni sportive, ma è anche una delle fonti alimentari più abbondanti in antiossidanti naturali, molecole che rallentano o prevengono i danni da

radicali liberi. Caffè “anti-invecchiamento”: un consumo abituale di circa 3-5 tazzine al giorno può essere un aiuto importante nella prevenzione di patologie metaboliche e neurodegenerative.

Il premio andrà ai primi classificati, over 50, sia uomo che donna, delle tre distanze: Ipetrail, S1Trail57km, S1h che riceveranno una confezione con 1 barattolo caffè macinato 100% Arabica e 2 tazzine firmate San Giusto Caffè.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Patrocini, sponsorship, collaborazioni

 

Patrocini

Regione Friuli Venezia Giulia, I Feel Slovenia, PromoTurismo FVG, Comune di Trieste, Comune di Duino Aurisina – Občina Devin Nabrežina, Comune di San Dorligo della Valle – Občina Dolina, Comune di Sgonico –  Občina Zgonik, Comune di Monrupino – Občina Repentabor, Comune di Erpelle Cosina – Občina Hrpelje- Kozina, Comune città di Capodistria – Mestna Občina Koper.

 

Partnership

PortoPiccolo, Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Club Alpino Italiano – XXX Ottobre, Associazione Italiana Cultura Sport, Comitato Olimpico Nazionale Italiano,  Comitato Regionale Friuli Venezia Giulia.

 

Main sponsor

Ferrino

 

Collaborazioni  tecniche

Leki, Soccorso Alpino Sloveno: Gorska Reševalna služba, Podbrdo Trail Running Festival, Italian Ultramarathon and Trail Association, Run the World, Protezione Civile, Nucleo di Protezione Civile Associazione Carabinieri Volontari, Bavisela, Poliambulatorio Poligardelli. Mima Sport, Dana Sport, Altenariva Sport, Born to Run Milano, Outodoor Store Faenza, Confcommercio Trieste, Centro didattico naturalistico di Basovizza.

 

Sponsor

Isostad, Cereal, Palmanova Outlet Village, Goccia di Carnia, Caffè San Giusto, Pasta Zara, Ulcigrai, Conad Superstore Duino, Grana40

 

Collaborazioni

Trieste Trasporti,  IAL Fvg, Unità Cinofile Operative Onlus – Protezione Civile FVG

 

Media partnership

Radio Punto Zero, TriestePrima

 

Supporto alla logistica, controllo percorso e ristori

  • ICS
  • Segnaletika
  • Serenja Dolina
  • Cravatte Rosse San Giusto
  • Volontari della Protezione Civile
  • Comunanza – Agrarna Skupnost
  • Ristorante al Pozzo
  • Ristorante e Camping Obelisco
  • Pub Benningans Santa Croce
  • Hotel Victoria
  • Dobra Hisa Golac
  • Posestvo Brgod
  • Istituto Compensivo Nabrezina-Aurisina
  • Scuola di Primo Grado Igo Gruden, Aurisina

 

 

FERRINO, main sponsor

 

Un’azienda nata da un’intuizione.

Torino, 1870: nel suo negozio di vernici, Cesare Ferrino sperimenta il primo procedimento industriale per produrre tele cerate. La Fiat le sceglie per le capote delle proprie auto, l’esercito italiano per le tende militari. Naturalmente, le prestazioni delle tele conquistano alpinisti ed esploratori: Ferrino diventa sinonimo di outdoor.

 

La qualità non è mai un dettaglio.

I prodotti Ferrino sono il frutto di una incessante ricerca tecnologica, di meticolose prove sul campo e di ascolto di chi li usa: tester e utilizzatori. Il tutto con un senso di artigianalità e di stile italiano, che renda ogni prodotto un prodotto di cui andare orgogliosi.

 

La qualità è certa. Anzi, certificata.

Ferrino ha ottenuto la certificazione UNI ISO 9001, che ne attesta una qualità a 360°. Dalla progettazione alla produzione. Un motivo di orgoglio per noi, una garanzia in più per i nostri clienti.

 

Outdoor senza confini.

Distribuita in circa 1200 punti vendita in Italia, Ferrino è presente in molti mercati esteri, con un export che rappresenta il 50% della produzione.

 

Andare oltre è nel nostro DNA.

Sperimentare, innovare, aprire nuove strade. Da sempre sono le caratteristiche del nostro brand, come evidenziato da conquiste e traguardi che hanno fatto epoca. Ieri come oggi, attraverso l’impegno e la passione delle famiglie Ferrino e Rabajoli, che si affianca a partire dagli anni ’70.

 

HighLab: per voi siamo pronti ad andare all’inferno.

HighLab è la punta di diamante della produzione Ferrino. Una linea che nasce da test “impossibili” fatti sul campo, nei luoghi più inospitali del pianeta. La qualità, elevatissima, ne è la prova. Ma questa, fatela voi.

 

Pronti a ogni emergenza.

Da oltre 50 anni Ferrino fornisce tende e accessori a organizzazioni governative e umanitarie attive in ogni parte del pianeta. Tra queste: Nazioni Unite, Caritas, Protezione Civile, e Corpo Nazionale di soccorso Alpino.

 

 

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