Shinrin Yoku ovvero il mio primo bagno nella foresta

Attività conosciutissima in Giappone, molto conosciuta negli USA, quasi sconosciuta in Italia.

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Shinrin Yoku – Esperienza sensoriale, immersione nella natura

Agosto 2017
Grazie al cortese invito di Francesco “Franz” Silverio della “Shinrin Yoku FVG” e dell’amica Claudia Trampus psicologa, ho finalmente potuto sperimentare questa nuova tecnica di “bagno nella foresta” .

Attività nata e pertanto conosciutissima in Giappone, molto conosciuta negli USA, quasi sconosciuta in Italia.

Il ritrovo del gruppo è nelle vicinanze dei laghi di Fusine. Dopo un breve percorso in macchina, ci addentriamo con grande rispetto ed in silenzio nella Foresta Millenaria di Tarvisio. Ci accolgono alberi altissimi, faggi e aceri che svettano imponenti verso il cielo.

Ci accomodiamo su alcune panchine , circondati dai “rumori” della foresta e dal tichettio delle gocce che cadono dopo il recente acquazzone.

Shinrin Yoku

Sentori di resina e di muschio ci vengono fatti notare dalle nostre guide. E proprio qui inizia la nostra esperienza, perchè siamo talmente abituati al trambusto, al rumore, alla soppraffazione di odori che quando arriviamo in posti quasi incontaminati come questo non riusciamo a percepirne le essenze se non ce le vengono fatte notare.

Dopo una breve spiegazione di Franz sulla tecnica del Shinrin Yoku e sulla storia della foresta in cui ci troviamo iniziamo con le tecniche di rilassamento e respirazione.

Ci viene spiegato che prima di tutto è importante “isolare” la parte razionale del nostro pensare, affidandoci alle nostre guide.

Shinrin Yoku3

Dobbiamo rilassarci, respirare, ascoltare e riappropiarci dei nostri sensi del tatto, olfatto, vista e udito.

Da questo momento non esistono barriere sociali tra di noi, non esiste il medico, l’operaio, lo studente, la massaia. Sia esseri umani, tutti sullo stesso piano e ci prepariamo ad entrare in punta di piedi in un “organismo” naturale che vive, respira, emana effluvi.

Shinrin Yoku5

In silenzio inizia la passeggiata all’interno della foresta attenti ai rumori, agli aromi portati dal vento, alla diversità delle piante e della vita silvestre. La nostra guida Franz ci rende edotti sulla composizione arborea della foresta, sui suoi problemi, su malattie ed insetti che insidiano gli alberi.

Ci insegna a riconoscere un albero sano da uno malato o morente. Il tutto nel massimo silenzio possibile, respirando a pieni polmoni, assaporando i profumi di resina e muschio che il bosco emana.

Una breve passeggiata ed il sentiero sfocia in un slargo, un prato verde ed ondulato, con sullo sfondo le cime delle montagne avvolte da nubi bianche. E qui ti si apre il cuore, respiri con non hai mai fatto prima, cerchi di “rubare” con gli occhi tanta bellezza per portarne un pezzetto con te.

Shinrin Yoku4

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Dopo un breve tratto di rientro, in cui sperimentiamo una divertente tecnica basata sulla fiducia che prevede che alcuni di noi si bendino e si affidino alla guida del compagno (sembra una sciocchezza, ma bisogna prima provare per giudicare..), ci avviciniamo alla zona di uscita dal bosco, senza dimenticare di fare ancora alcuni esercizi di rilassamento, stretching, respirazione ed aver ringraziato la foresta che ci ha accolto.

Da rifare? Certamente, ogni giorno se fosse possibile, sicuramente ripeterò l’esperienza alla prima occasione possibile portando nuovi amici per far loro riscoprire una parte di se stessi che a volte rimane nascosta.

Qui sotto, cerco di spiegare che cosa è lo SHINRIN YOKU e la sua storia, per quelli che volessero conoscerlo meglio.

SHINRIN YOKU

Inizia a diffondersi in Giappone attorno agli anni ottanta. La traduzione del termine può essere “trarre giovamento dell’atmosfera della foresta” o “bagno nella foresta”.
Indica un particolare metodo della medicina giapponese comparabile all’ aromaterapia.

La terapia alla base dello shinrin-yoku prende spunto anche da un ramo della scienza medica occidentale la quale sostiene che trascorrere più tempo nella natura potrebbe avere alcuni sorprendenti effetti benefici per la salute.

In una serie di studi i ricercatori hanno scoperto che quando le persone passano alcune ore in un ambiente più naturale (foreste, parchi , laghi ecc.) vi è un aumento della funzionalità immunitaria.

Rechiamoci in una foresta e respiriamo profondamente, utilizziamo tutti i sensi a nostra disposizione (tatto, udito, olfatto) per entrare il più possibile in contatto con la natura circostante.

Potremo godere di numerosi benefici, tra i quali : rilassamento generale, livelli più bassi di cortisolo (conosciuto come ormone dello stress), diminuzione frequenza cardiaca e pressione arteriosa, diminuzione dello stato d’ansia.

Il merito di questi benefici, oltre all’ambiente privo di rumori tipici delle citta e pertanto rilassante, vengono attibuiti anche ai fitoncidi, oli essenziali rilasciati in certi periodi dagli alberi per proteggersi dal marciume e dagli insetti.
Tali sostanze sembrerebbero invece portare beneficio agli esseri umani .

In Giappone non è insolito veder prescrivere ai pazienti un bel “bagno nella foresta, per ridurre lo stress, per rafforzare il sistema immunitario e per ritrovare il buonumore e le energie”.

Il Governo giapponese invita inoltre tutti i cittadini a passeggiare tra gli alberi e mette a loro disposizione degli esperti che indicano come fare per respirare profondamente, per camminare in consapevolezza nella natura e per sperimentare davvero i benefici di qualche ora passata tra i boschi.

Secondo la psicologia ambientale, è l’ambiente in cui ci troviamo che determina il nostro modo di essere. Gli abitanti delle città che spesso sono molto stressati causa la vita frenetica a cui sono costretti, amano andare alla ricerca di un’occasione di fuga nella natura, magari sfruttando un fine settimana per una gita in montagna oppure in un grande parco.

Un esperto di Psicologia Ambientale presso l’Università di Madrid spiega che:

“Con l’avvento della società moderna le città hanno iniziato a rappresentare una sicurezza contro le possibili aggressioni della natura. Ora sappiamo che questo atteggiamento è sbagliato e che possiamo parlare addirittura di disturbi da deficit di natura: aumento dell’obesità, malattie respiratorie, carenza di vitamina D, stress…

La città ci offre protezione e comfort, ma il nostro sistema nervoso non si è del tutto adattato all’ambiente urbano e sente dunque la mancanza di una stimolazione da parte dell’ambiente naturale che ha permesso la sopravvivenza della nostra specie”.

Secondo il parere di molti, dunque, dovremmo ricominciare a vivere nel verde per sentirci meglio, dovremmo imitare i giapponesi e cercare di trascorrere più tempo passeggiando in un parco o in un bosco.
Lasciarci incantare dalle meraviglie della natura e recuperare la nostra memoria ancestrale e i nostri istinti primari.

Ma se non possiamo lasciare la città per raggiungere un bosco quali alternative ci sono?

Non potendo uscire possiamo rilassarci in casa e ricorrere all’aromaterapia utilizzando per esempio oli essenziali di pino, timo o rosmarino.

Tutti profumi rinvigorenti che possiamo assaporare mentre chiudiamo gli occhi, ci rilassiamo in un ambiente calmo e con luce soffusa, immaginandoci immersi in un bosco incontaminato.

Oppure possiamo passeggiare in un parco nella nostra zona, in riva al mare, un lago o un fiume (anche i luoghi con presenza di acqua sembrano avere un forte potere rilassante) .

Secondo il filosofo/poeta americano Henry David Thoreau trascorrere del tempo nei boschi ci aiuta a comprendere la vera essenza della vita e a diventare più saggi.

“Andai nei boschi, perchè desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.

Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario.

Volevo vivere profondamente, e succhiarne tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici”

Tratto da: Walden – ovvero vita nei boschi di Henry David Thoreau (1817 – 1862), filosofo, scrittore e poeta statunitense.

Dedicò due anni, due mesi e due giorni della propria vita (1845-1847) cercando un rapporto intimo con la natura e ritrovare se stesso in una società che per lui non rappresentava i veri valori da seguire, ma solo l’utile mercantile.

Per conoscerlo meglio potete visitate il Link : http://lacapannadelsilenzio.it/la-disubbidienza-civile-di-henry-david-thoreau/

Per visitare la pagina FB dello Shinrin Yoku FVG; >>> clikka sul simbolo qui sotto

Claudio Calligaris

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13 settembre, 2017|

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