-Racconti FVG- Silvia Moras- Correre, fare sport, magnifica la vostra bellezza

-le Riflessioni, i pensieri, le emozioni e i futuri traguardi della podista Silvia-

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Tutto inizia dal divano. Dalla voglia di non fare sport manco a morire.

Dalla routine e da non avere idea, e non volercela avere proprio, di fare fatica, mettersi a confronto, sfidarsi. Dal “non ho tempo da sprecare”, dal “non fa per me” e dal “non diventerò mai una fissata della forma fisica e del cronometro”.

Poi, quasi per caso, ho assistito ad una gara, quella che poi per me è diventata LA GARA, e senza capire come sia possibile, mi sono emozionata e commosso vedendo le centinaia, migliaia di persone nell’ultimo chilometro prima del traguardo. C’è chi corre atleticamente, muscoloso e lanciato nel finale; la maggior parte, man mano che passano i minuti, sono più normali, meno in forma, meno atletici, meno eleganti e più umani. Ma qualsiasi sia il tempo finale, tutti mi sono apparsi come vincitori, forse più gli ultimi che i primi, perché al di là della prestazione sportiva hanno raggiunto un traguardo difficile, che, si intuisce, è stato conquistato dopo ore e ore di dedizione e determinazione. E così arriva la folgorazione. Anche io voglio.

Ora sono passati cinque anni e di chilometri ne ho fatti tanti. Prima solo corse.

Poi le corse sono diventate anche allenamenti e gare. Avrebbe potuto essere qualsiasi sport. Per me è stato ed è la corsa. Per mille motivi, anche personali. Ma la sostanza non cambia. E la sostanza è stare meglio, gioire, amarsi. Non parla di forma fisica. Ma della percezione di se stessi. Correre magnifica la propria bellezza, correre cancella il grigio, ci scuote di dosso la polvere che a volte la monotonia degli impegni lascia depositare sui nostri pensieri e l’amarezza delle delusioni, piccole e grandi, che a volte ci danno sentimenti ed emozioni non corrisposte, in amore, nell’amicizia, in famiglia, nel lavoro.

Correre rigenera. E’ in una volta sola, meditazione, slancio atletico, amore per se stessi.

E’ la rivincita verso tutto quello che non va, anche quando quello che non va siamo noi. Perché ci regala, attraverso l’impegno e la fatica, più considerazione per noi stessi. Non importa quanti km farò, non importa quanto veloce. Essere lì e correre, esserci, farlo, è già una vittoria, la vittoria di non essersi arreso, di volere di più, di darsi di più.

E’ correre, fare sport, è anche godersi questo mondo che è sempre lì ma non vediamo veramente e non respiriamo veramente perchè siamo immersi nel traffico, chiusi in ufficio, relegati ad assolvere le faccende della vita, spesa, appuntamenti o qualsiasi altra cosa.

Da quando corro ho riscoperto la natura, il freddo dell’aria d’inverno, il vento che ti sferza la pelle come quando da bambina andavo a scuola, la pioggia che ti scroscia addosso, i raggi del sole che penetrano tra le foglie degli alberi, il profumo dei campi o del bosco, il verde e l’azzurro, la bellezza di un paesaggio della natura, una spiaggia, l’altipiano, la linea delle montagne, non come una semplice spettatrice bensì da coprotagonista, immersa nello scenario. Emozioni uniche. Come quando ti infilavi le scarpe da piccolo e correvi fuori a giocare.

Quella intensa sensazione di libertà. E in tutto questo succede che, mentre corri, i pensieri si fanno più chiari, riabbracci le persone amate che non ci sono più, trovi una soluzione per il lavoro, rifletti sulle situazioni spiacevoli e ti dai nuove prospettive, propositi più nobili, per te e per chi ti circonda. Ti conforti, ti apprezzi di più, ti ascolti e capisci di più. Non lo posso spiegare oltre. Bisogna solo farlo.

Ricordo che quando ho iniziato, per darmi motivazione, immaginavo nella mia testa di correre LA GARA, tagliare il traguardo tra le prime donne, vedevo la gente che mi applaudiva mentre nelle mia testa suonava una qualche colonna sonora da trionfo olimpico.

Correvo più o meno ad una velocità che è la metà di quello a cui vado adesso… eppure mi sembrava di andare velocissima e nonostante l’iniziale sensazione che fosse assurdo fare così tanta fatica e che il mio obiettivo fosse lontanissimo, avevo deciso che non avrei mollato e avrei lottato per dare a me stessa il mio sogno. E quando vivi qualcosa così non puoi che farti del bene.

Ora LA GARA è di nuovo quasi alle porte, come da tre anni a questa parte, i primi di giugno, ci vado sempre. Ma mentre la correvo per la prima volta, cercando di non lasciarmi prendere del tutto dall’emozione che ti inonda quando realizzi qualcosa che prima consideravi un sogno, roba da grandi, fuori portata e invece ora ci sei tu e puoi farlo, sai farlo, l’hai fatto cavolo!!!, ho capito che ogni singolo allenamento, fatica, sforzo che mi aveva portato fin lì, ogni corsa solitaria sui marciapiedi dei paesini che ho intorno, ogni uscita sui sentieri del nostro Carso o nelle campagne che ci circondano, tutte erano altrettanto speciali, tutte erano momenti di pace, forza, entusiasmo e gloria che avevo dedicato a me stessa.

Correte, nuotate, pedalate, arrampicatevi, saltate, fate quello che vi pare, fatelo e godetevi voi stessi.

-Silvia Moras-

Corro Ergo Sum

 

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16 Maggio, 2017|

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