-Psicologia dello Sport-Prima di tutto includere-

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La tradizione non è il culto delle ceneri ma la custodia del fuoco “Mahaler”

Non  sarà  sfuggito a tutti  gli appassionati di basket giovanile che  hanno seguito le Finali Nazionali U20 di Cantù dello scorso Aprile 2016, che la squadra della Stella Azzurra Roma, nonostante molti giocatori sotto età, sia arrivata  terza grazie ad una serie di prestazioni in crescendo e dopo una semifinale intensa ed emozionante persa con i padroni di casa che poi hanno vinto meritatamente

il titolo italiano spinti da una tifoseria, degna di una squadra di Serie A,di oltre 3000 persone.A qualcuno sarà sfuggito però che la Stella Azzurra schierava ragazzi italiani, serbi, bosniaci, italoamericani, montenegrini e senegalesi.E se si andasse a guardare tra le fila delle sue squadre U18, U16 (che sempre nella stessa settimana ha vinto il titolo europeo EBYL in Lettonia), U15 e U14 si troverebbero, perfettamente integrati con quelli di ogni parte d’Italia, anche ragazzi romeni, maltesi, norvegesi, islandesi, camerunensi,  indiani, cileni, israeliani  ecc.  Anche tra i tecnici, fissi o temporaneamente ospiti,troviamo grande varietà di nazionalità, lingue, credo religiosi, abitudini e costumi.

Sembra  scontato  che  degli  adolescenti messi a contatto quotidianamente debbano imparare per forza a saper convivere, debbano imparare automaticamente il rispetto per il prossimo, debbano imparare a fare squadra con chi è diverso da sé, unendosi sotto i colori della  stessa  maglia. Ma scontato non è.

E se guardandoli giocare si vede coesione, legami autentici, aiuto reciproco, condivisione di obiettivi e affiatamento è perchè tutto il sistema propone e sostiene, durante la stagione e nel corso degli anni che si susseguono, una serie di azioni finalizzate all’obiettivo

INCLUSIONE.

Ormai quasi tutte le squadre professionistiche sono multietniche, quindi la capacità di andare oltre i pregiudizi e le differenze e di lavorare insieme sono marce in più che chiunque desideri lavorare in  contesti di spicco deve avere e non solo nello sport.

Per questo uno degli obiettivi primari della Stella Azzurra Basket Academy è fare in modo che tutti i propri atleti crescendo imparino ad essere dei mediatori culturali che non solo sanno relazionarsi positivamente al diverso da sè accettandolo, ma che diventino soggetti capaci di favorire e accelerare processi interculturali all’interno dei contesti nei quali sono inseriti.

Alla  Stella  Azzurra non si crescono solo giocatori

si  vuole far in modo di formar  giovani che, diventati adulti, siano in grado di migliorare i sistemi in cui operano, questa è la vision del suo patron Germano D’arcangeli che va ben oltre il basket, e si realizza anche producendo valori etici quali l’integrazione razziale.

Come si realizza questo ambizioso obiettivo?

Sicuramente con l’apporto di tutti. La  prima  cosa che il ragazzo respira entrando alla stella è che le stesse regole valgono per tutti bianchi, neri, alti, bassi, talenti, ecc.

La seconda è che la Stella Azzurra è una famiglia dove tutti sono responsabili in qualche modo delle azioni di tutti.

Per quanto difficile e non senza il rischio di esporsi ad errori,  istruttori e allenatori disposti alla fatica e al sacrificio cercano di essere e di insegnare ad essere grati per ogni dono che si riceve da un operatore o da un compagno. La vita può svolgersi bene solo grazie all’apporto ed all’atteggiamento costruttivo di tutti i componenti, dal primo all’ultimo.

Fuori dal campo questi contenuti sono affidati a  laboratori e seminari per istruttor  e ragazzi tenuti da psicologi ed esperti di ogni genere dove si argomenta,si stimola all’approfondimento, si tenta di ispirare sempre al miglioramento personale e si gettano i semi necessari a fare in modo che nel tempo le esperienze fatte diventino sempre più significative.

Ciò che si propone durante tutto l’anno sono gruppi dinamici sulle emozioni per imparare a capire le proprie e quelle degli altri, cineforum su temi sensibili, laboratori di geopolitica per cercare dicomprendere il mondo dove si vive, iniziative culturali, dibattiti interculturali dove ognuno ha la possibilità di raccontare il proprio paese e ascoltare dei paesi degli altri, laboratori di teatro sulla multiculturalità e molto altro.

Nulla si crea dal nulla

quindi quella sensazione di unione che si percepisce vedendo giocare le sue squadre e che non lascia trapelare indecisioni dovute al crogiuolo di razze che la compone, è figlia diuna intenzione precisa che è quella che Stella Azzurra Academy sia un viaggio dove non si cerca di giungere solo all’eccellenza sportiva ma anche e soprattutto a quella nelle umane intelligenze e capacità e dove tutto è finalizzato a questo obbiettivo.

-fonte: http://www.psicologiaperlosport.it/

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1 Maggio, 2017|

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