-Parkour- Cos’e’ e come si pratica-

-Essere forti per essere utili-

-Parkour- Cos’e’ e come si pratica-

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Il parkour trae ispirazione dal metodo naturale di Georges Hébert, ufficiale di marina francese, che nei primi anni del novecento sviluppò un particolare metodo di allenamento per l’addestramento delle truppe, definito Hébertismo, il cui motto è: «Essere forti per essere utili».
Il principio alla base del metodo hérbertiano è che il miglior modo per allenare un uomo è farlo esercitare nei movimenti naturali che sa fare, in situazioni che la natura gli presenta e gli richiede.
Il passaggio da tale pratica di allenamento al parkour è dovuta a David Belle, figlio di un pompiere addestrato proprio con il metodo di Hebert, che fin da giovane sperimenta percorsi e tracciati. Da adulto egli intraprende una carriera militare, che lo porta a vincere numerosi trofei nei «percorsi del combattente» e a maturare esperienze che si rifletteranno poi nella nascita del movimento. Alla carriera militare segue il mestiere di pompiere, che David è costretto ad abbandonare per via di un infortunio al polso. Ancora innamorato del movimento, in quel periodo Belle unisce le sue esperienze agli insegnamenti dell’hérbertismo in una vera filosofia e fonda così il parkour, che risulterà più funzionale degli stessi addestramenti militari precedenti. David non è il solo fondatore della disciplina, in cui viene affiancato da varie personalità tra cui il gruppo degli Yamakasi, fondatori dell’art du déplacement e Sébastien Foucan, ambasciatore del FreeRunning.
La diffusione del parkour avvenne in primo luogo tramite passaparola, ricevendo in seguito l’attenzione di internet: da diversi anni, infatti, il principale mezzo di diffusione del Parkour è stata la rete, grazie ai numerosi video caricati su YouTube e siti affini, che contribuiscono all’ulteriore diffusione e conoscenza di questa pratica. Proprio alcuni di questi video, però, tendono a diffondere una immagine fuorviante del parkour, poiché contengono spezzoni di allenamento e movimenti superflui che tendono a scontrarsi con l’idea di percorso continuo teorizzata da Belle. Attualmente il parkour vive una svolta commerciale: le sue tecniche sono utilizzate e rielaborate in diversi film, pubblicità, e video musicali. Lo stesso David Belle è stato consacrato come attore nel film Banlieue 13 prodotto da Luc Besson.

Il parkour in Italia

Il parkour arriva in Italia attorno al 2005, sviluppandosi molto grazie al web. Siti minori di rilevanza locale fondati dai praticanti iniziano a creare i primi incontri tra tracciatori.

Secondo gli appassionati, il parkour non è soltanto uno sport, è anche un’applicazione sociale. Questi infatti sostengono che i valori del parkour sono importanti per insegnare ai giovani il rispetto per se stessi e la conoscenza dei propri limiti, per poter affrontare i piccoli o grandi ostacoli che la vita pone davanti al cammino di ogni essere umano.

In seguito sono nate molte associazioni nazionali, da quelle più attente allo sviluppo sano del parkour ad altre mirate semplicemente al cavalcare la moda.

Molte sono le collaborazioni che le principali associazioni italiane ed estere stringono con altre realtà, solitamente il parkour è utilizzato, anche sull’onda della moda, per mostrare un modo reale, alternativo ed intelligente di sfruttare con rispetto gli spazi periferici, abbattere le barriere architettoniche (con FIABA, il Fondo Italiano impegnato nell’Abbattimento delle Barriere Architettoniche) ed in genere far sviluppare, soprattutto nei giovani e giovanissimi, un sano rispetto per l’ambiente ed una critica ricerca su se stessi.

La Provincia di Roma nel dicembre 2007 ha riconosciuto il parkour come importante vettore di comunicazione per trasmettere ai giovani l’importanza di affrontare ogni problema nel rispetto di se stessi e dell’ambiente circostante. Nel 2009 il parkour era presente al 21° Festival del Fitness di Roma.

Scopo

Lo scopo del parkour, quindi, è spostarsi nel modo più efficiente possibile, da un punto A di partenza a un punto B di arrivo. Per efficiente si intende: semplice, veloce e sicuro, differentemente dal Free running, sport simile al Parkour che mette in risalto la spettacolarità. Per distinguere che cos’è il parkour da che cosa non è, basta pensare a cosa sarebbe utile in una determinata situazione d’emergenza o fuga. Il parkour non è utile solo in situazioni di emergenza ma anche in qualsiasi momento della giornata. Infatti recenti studi hanno approvato che il Parkour riduce in maniera drastica i tempi di spostamento, naturalmente solo dopo aver consolidato la propria tecnica. [senza fonte]

 

Movimenti principali del parkour

 

Sebbene non esista una reale lista di movimenti nel parkour, è possibile distinguere una serie di movimenti base e riconosciuti da tutti i suoi praticanti.

  • Cat leap: posizione, spesso preceduta da un salto, in cui ci si aggrappa alla cima di un muro con entrambe le mani, e almeno con uno dei piedi, sulla sua superficie.
  • Dyno: movimento presente anche nell’arrampicata, partendo da una posizione di Cat leap, si proiettano entrambe le mani verso l’alto, per afferrare un appiglio e salire.
  • Climb up: un metodo per salire su un ostacolo efficacemente, partendo da una posizione di Cat leap.
  • Pop up: movimento simile al climb up, ma eseguito su ostacoli più bassi e in velocità.
  • Wall run verticale: movimento in cui, correndo in direzione di un muro si fa una sorta di passo sopra lo stesso, così da poter guadagnare altezza e aggrapparsi in posizione di Cat leap allo stesso.
  • Shoulder roll: una capriola sulla spalla eseguita dopo un salto al fine di interrompere la caduta in un tempo maggiore e disperdere l’energia.
  • Dive roll: un shoulder roll eseguito dopo un tuffo di testa oltre l’ostacolo.
  • Precision: salto eseguito a gambe unite, che mira ad atterrare su un bersaglio di solito piuttosto piccolo.
  • Crane step: Atterraggio su un ostacolo troppo alto per poter eseguire un precision (vedi sopra) e troppo basso per un cat leap. Si tratta di un salto nel quale si atterra con un solo piede sull’ostacolo, e con l’altro ne si “afferra” la parte verticale.
  • Tic tac: Una specie di wallrun verticale, con lo scopo però di arrivare ad un ostacolo adiacente..
  • Wall run orizzontale: un tic tac contro un muro, seguito da uno o più passi contro lo stesso.

Volteggi (vault)

I volteggi sono movimenti il cui scopo è di superare l’ostacolo, unica eccezione fatta dal monkey vault che mira a salirci sopra.

  • vault: un volteggio di base, nel quale il traceur appoggia una mano sull’ostacolo e con un salto lo supera con le gambe.
  • safety vault: una variante del volteggio di base, che invece di superare l’ostacolo con ambo le gambe mira ad appoggiarne almeno una su di esso, per garantire la massima sicurezza possibile (spesso è il primo che i praticanti apprendono).
  • lazy vault: un volteggio dove la mano più vicina all’ostacolo viene appoggiata su di esso e spinge il corpo più in alto possibile, per poter passare entrambe le gambe oltre. Quando sono passate, l’altra mano si appoggia sull’ostacolo e aiuta a spingersi via.
  • speed vault: un volteggio eseguito in corsa durante il quale si effettua un salto, portandosi in orizzontale parallelamente all’ostacolo e poi, quando si è prossimi ad esso, si appoggia una mano per aiutarsi a riprendere la posizione verticale.
  • underbar: Un salto a due gambe tra due barre orizzontali parallele. Una volta in volo ci si aiuta con le braccia aggrappandosi alla barra superiore, per passare più velocemente e limitare il margine d’errore.
  • monkey vault: Movimento nel quale il traceur si pone davanti all’ostacolo, posiziona ambo le mani su di esso e con un balzo porta entrambe le gambe fra le braccia.
  • thief vault: molto simile al lazy, con la differenza che la prima gamba a passare l’ostacolo è quella più esterna ad esso.
  • dash vault: Un salto a gambe tese verso l’ostacolo, durante il quale si raggiunge un’inclinazione quasi orizzontale e poi ci si appoggia con le mani sulla parte superiore di esso. Spesso usato quando l’ostacolo è troppo alto da essere superato con un semplice salto.
  • Dive kong: un monkey eseguito tuffandosi, per consentire alle mani di raggiungere la parte finale dell’ostacolo e poter far passare le gambe direttamente oltre il margine.
  • Kong Vault: un monkey non con lo scopo di superare un ostacolo, ma di atterrare in precisione su una superficie davanti ad esso.
  • Reverse vault: uno speed vault eseguito quasi di schiena, che prevede una rotazione di 180 gradi per superare l’ostacolo e continuare a correre in avanti.
  • Turn vault: Un volteggio nel quale inizialmente si supera l’ostacolo come in un normale vault, ma la mano libera si aggrappa al bordo di quest’ultimo e permette di finire il movimento in posizione di cat leap.

Se volete approfondire il tema potete contattare i nostri amici di “gente che vola”.

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testi tratti da  Wikipedia:

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9 marzo, 2017|Sport meno conosciuti|

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