-Cos’e’ il Coaching?-

-A cura dell' Associazione italiania Coach professionisti A.I.C.P.-

-Cos’e’ il Coaching?-

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Il Coaching

Il Coaching è un servizio professionale esercitato in diversi ambiti organizzativi, sia in forma di attività libera professionale che interna alle organizzazioni.

Consiste in un metodo di sviluppo dei singoli, dei gruppi e delle organizzazioni, basato sul riconoscimento, la valorizzazione e l’allenamento delle potenzialità per il raggiungimento di obiettivi definiti dal cliente (coachee) e con l’eventuale committente.

Il processo di partenrship tra coach e coachee è basato su una relazione di reciproca fiducia; l’agire professionale del coach facilita il coachee a migliorare e valorizzare le sue competenze e potenziare le sue risorse.

Su richiesta del Ministero dello Sviluppo Economico, si precisa che la suddetta attività professionale non rientra tra quelle relative alla professione di psicologo ai sensi dell’art. 1  della legge  18 febbraio 1989, n. 56, e che i professionisti iscritti all’associazione si impegnano a non  svolgere tali attività, salvo che siano dotati del relativo titolo professionale ed iscritti all’Ordine degli psicologi.

Il coaching ha una natura multidisciplinare, che riunisce in sé principi e contributi della filosofia classica, dell’ambito sportivo, dell’ambito del management aziendale, della psicologia cognitiva e umanistica, fino alla psicologia positiva, accomunati dall’impegno nel miglioramento dell’individuo e del suo benessere.

Le radici millenarie del coaching: Socrate e la Maieutica

Possiamo considerare Socrate come il ‘Padre Ispiratore’, l’antesignano, del Coaching. La maieutica (che significa arte della levatrice), da lui fondata, è isintesi l’arte di far venire alla luce, attraverso il dialogo, ciò che è già proprio della persona, la consapevolezza della verità che è già dentro di lui. Proprio come una levatrice il filosofo di Atene intendeva “tirar fuori” all’allievo pensieri assolutamente personali, a differenza di quanti volevano imporre le proprie vedute agli altri con la retorica e l’arte della persuasione.

Socrate filosofava con le persone dialogando e ponendo loro domande, anziché facendo discorsi e tentando di convincerle, interrogava i suoi interlocutori stimolandoli a una continua crescita nella conoscenza, senza mai forzare o suggerire risposte.

Allo stesso modo il coach non giudica, non dà consigli né ricette, ma ascolta con mente aperta affiancando il cliente per far emergere verità e consapevolezza personale.

Tim Gallwey: il gioco interiore

Quasi 2.500 anni dopo Socrate un professore universitario di Harvard, nonché giocatore e istruttore, Tim Gallwey, pubblica un libro, The Inner Game of Tennis, a seguito del quale verrà considerato unanimemente il Pioniere del Coaching.

Il concetto centrale del libro: ‘L’avversario che si nasconde nella nostra mente è molto più forte di quello che abbiamo dall’altra parte della rete’ segna una rivoluzione nel mondo e nelle tecniche dell’allenamento sportivo, portando in primo piano la necessità di tenere conto degli ostacoli personali interni e di sviluppare la fiducia nelle proprie capacità di apprendere in modo naturale dalla propria esperienza diretta. Solo riconoscendo e minimizzando le interferenze interne e rafforzando la propria autoefficacia l’atleta può esprimere una performance ottimale.

Ancora una volta al centro del metodo troviamo la capacità della persona di esprimere, estrarre da dentro se stesso, la propria verità in termini di potenzialità e performance.

L’ approccio di Gallwey è sintetizzato nella formula:

 POTENZIALE                 –

 INTERFERENZE            =

 PRESTAZIONE 


Sir John Whitmore: allenare i manager all’eccellenza.

John Whitmore è un ex pilota di automobilismo diventato poi consulente aziendale. Molto colpito dal libro di Gallwey, collaborò inizialmente con lui alla diffusione del coaching in ambito sportivo, sviluppando successivamente una rielaborazione del metodo dedicata al mondo del business, che mette al centro lo sviluppo delle potenzialità della persona più che la limitazione delle interferenze.

Il metodo GROW (Goals, Reality, Options, Will) è stato illustrato in un libro uscito nel 1992 “Coaching for performance”, che è tuttora il libro sul coaching più venduto al mondo. Strumento centrale del metodo sono le cosiddette domande efficaci che il coach pone al cliente, come mezzi per stimolare la consapevolezza della situazione, degli obiettivi, della determinazione, degli ostacoli, eccetera.

Goals 

Reality 

Grow

Options 

Will 

 


Martin P. Seligman & Co – La fantastica missione

Emozioni Positive 

Significato 

Coinvolgimento 

Relazioni Positive 

Realizzazione 

 

Sono questi, secondo Martin Seligman, i cinque aspetti che rendono la vita degna di essere vissuta, dei veri e propri parametri sui quali misurare il proprio benessere e quello della società.

Martin P. Seligman, psicologo statunitense, già presidente dell’American Psychological Association, è il co – Fondatore, insieme a Christopher Peterson, della psicologia positiva, che ha dato un contributo essenziale allo sviluppo del coaching.

Secondo Seligman la psicologia, che si è occupata quasi esclusivamente del malessere e delle patologie, deve dedicare pari attenzione agli aspetti positivi dell’esistenza umana: emozioni piacevoli, potenzialità, virtù e abilità dell’individuo.

L’enfasi sul ruolo fondamentale delle risorse e potenzialità dell’individuo rappresenta un autentico capovolgimento di prospettiva: si privilegiano interventi finalizzati alla mobilizzazione delle abilità e risorse della persona, anziché alla riduzione o compensazione delle sue limitazioni. Inoltre, la prospettiva eudaimonica porta l’attenzione sulla relazione tra benessere del singolo e sviluppo della collettività, tema quanto mai caldo in questo momento storico. Riprendendo la rivoluzione teorica della Psicologia Umanistica di Abraham Maslow, Seligman ha coordinato una ricerca assolutamente originale: psicologi, filosofi, sociologi di ogni parte del mondo hanno collaborato per identificare e classificare le virtù universali e le potenzialità personali riconosciute come comuni a tutte le popolazioni e culture, sia storicamente che ai nostri giorni. La psicologia positiva, e il lavoro di Seligman e Peterson sulla classificazione delle virtù universali e delle potenzialità personali (personal strenghts), hanno arricchito il metodo del coaching in modo determinante, soprattutto dal punto di vista teorico.

La Domanda di Coaching

Il cliente nel Coaching è una persona o un’ organizzazione che vuole raggiungere performance più elevate o obiettivi di benessere individuale o organizzativo.

Il Coaching è una metodologia particolarmente apprezzata per la personalizzazione in funzione delle esigenze del cliente e risultati misurabili in tempi relativamente brevi.

L’evoluzione del coachee si realizza attraverso un processo di scoperta, goal setting e azioni strategiche che consentono alla persona di aumentare il senso di autoefficacia e autorealizzazione.

Il coachee è responsabile di esplicitare le proprie esigenze e aspettative rispetto al percorso e, dopo aver dato l’adesione, deve essere motivato al cambiamento, implementando le azioni concordate/pianificate.

Responsabilità

Per questo un percorso di coaching richiede un’assunzione di responsabilità da parte del cliente ad impegnarsi concretamente e creativamente nel raggiungimento degli obiettivi.

Alleanza

Il coach non giudica, non dà lezioni, né prescrizioni, ma accoglie ed ascolta il cliente in modo aperto e dedicato, con curiosità umana, accettazione, apertura mentale. Offre la sua tecnica e le sue competenze per esplorare la situazione, stimolando il cliente a vedere il tema che vuole affrontare da altre prospettive, e trasformare la visione del futuro aderente ai suoi desideri.

Parità

Il lavoro di coaching si concentra quindi sul presente e sui punti di forza, come matrici da cui far emergere il futuro. Ispirandosi alla maieutica socratica (l’arte di far venire alla luce), affianca il cliente per permettergli attraverso il dialogo di far emergere ciò che è già presente in lui.

Cosa non è Coaching

Non è Psicoterapia.  La Psicoterapia è un sistema curativo delle sofferenze psichiche e/o di disagi esistenziali, basato sull’uso di mezzi psicologici e condotto secondo gli approcci su cui si fondano le diverse scuole abilitanti alla professione di psicoterapeuta. (fonte Treccani, riadattata)

Non è Counseling . Il Counseling professionale è un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative  a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento. E’ un intervento che utilizza varie metodologie mutuate da diversi orientamenti teorici. Si rivolge al singolo, alle famiglie, a gruppi e istituzioni. Il counseling può essere erogato in vari ambiti, quali privato, sociale, scolastico, sanitario, aziendale. (http://www.assocounseling.it/utenti/definizione-counseling.asp)

Non è Consulenza. La Consulenza è la professione di un consulente, ovvero una persona che, avendo un’accertata qualifica in una materia, consiglia e assiste il proprio committente nello svolgimento di cure, atti, pratiche o progetti fornendo o implementando informazioni, pareri o soluzioni attraverso il proprio know how e le proprie capacità di problem solving.

Non è Mentoring. Il Mentoring è una metodologia di formazione che fa riferimento a una relazione (formale o informale) uno a uno tra un soggetto con più esperienza (seniormentor) e uno con meno esperienza (juniormenteeprotégé), cioè un allievo, al fine di far sviluppare a quest’ultimo competenze in ambito formativo, lavorativo e sociale e di sviluppare autostima, a livello educativo-scolastico, per un reinserimento sociale.

A chi è rivolto il Coaching?

Il cliente nel coaching è una persona o una organizzazione che vuole raggiungere un livello di performance maggiore, o aumentare le competenze o la soddisfazione nel proprio lavoro in tempi rapidi. per un progetto specifico o per preparare la gestione di altre persone.
A volte c’è mancanza di chiarezza delle scelte da fare oppure c’è bisogno di riequilibrare il tempo dedicato al lavoro rispetto alla vita privata o superare periodi di stress. In altri casi c’è un bisogno di gestire in modo più organizzato la propria attività o affrontare fasi di cambiamento o ancora migliorare le capacità di relazione e favorire l’auto efficacia.

Quando capisco se mi serve un coach?

Quando hai in mente un obiettivo ma per qualche motivo le tue risorse personali sono momentaneamente “non disponibili”. Chiediti se sei favorevole e flessibile ad attuare cambiamenti reali nel tuo lavoro o nella tua vita e sei disposto a confrontarti, ampliare le prospettive e dedicare del tempo per promuovere un auto sviluppo personale.

Che benefici ne ricavo?

La metodologia del coaching promuove l’auto sviluppo poiché permettere di mettere a fuoco con responsabilità e consapevolezza gli obiettivi da raggiunge e le scelte da effettuare seguendo una strategia e un piano di azione.

Come si svolge un percorso di coaching? Quanto dura?

Si comincia con un colloquio personale per stabilire i risultati che si vogliono raggiungere e definire le finalità del rapporto e le priorità delle azioni dopo aver esaminato attentamente la realtà e le opzioni disponibili. Le sessioni possono avvenire in presenza oppure per telefono o con sistemi audiovisivi a distanza e la durata della sessione viene concordata in un minimo di un’ora e massimo due ore. La durata della relazione di coaching varia a seconda delle esigenze della persona o dell’organizzazione a seconda del tipo di obiettivi che si vuole raggiungere, la frequenza delle sessioni e la disponibilità finanziaria disponibile. Col coaching si lavora nel presente verso la meta desiderata. Il cliente sceglie l’argomento della conversazione (focus) e il coach lo ascolta ponendo osservazioni e domande efficaci che portano il cliente verso una maggiore pro attività.

E’ obbligatorio iscriversi ad un’associazione?

L’esercizio della professione di coach è libero (non è obbligatorio iscriversi ad una o più Associazioni)

Esiste un albo dei Coach?

No, la professione di Coaching non appartiene ad ordini e collegi. La Legge 4/2013 Regolamenta le attività Professionali non Ordinistiche al fine di rendere il consumatore più informato

Quali sono i punti chiave della Legge 4/2013 ?

La legge riconosce il ruolo delle Associazioni Professionali da diversi punti di vista:
1) hanno la funzione di contribuire alla trasparenza a tutela dei clienti e posso essere iscritte in appositi registri del Ministero dello Sviluppo Economico
2) possono rilasciare “attestazione” ai propri iscritti
3) promuovono la trasparenza di informazioni sul coaching tramite lo sportello del Consumatore
4) stabiliscono requisiti per potersi associare
5) stabiliscono requisiti di aggiornamento annuale di formazione continua
6) stabiliscono un codice di comportamento da rispettare
7) vigilano sul codice etico ed erogano sanzioni per malpractice
8) mantengono un elenco aggiornato degli associati on line
9) hanno sedi in almeno tre regioni in Italia
10) possono collaborare all’elaborazione della normativa tecnica UNI relativa alle singole attività professionali

Cos’è l’UNI?

E’ un’associazione privata senza scopo di lucro, i cui soci sono imprese, professionisti, associazioni economiche e professionali, sindacati dei lavoratori e della Pubblica Amministrazione.
UNI svolge attività normativa in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario.
L’elaborazione di norme tecniche deve rispettare i seguenti principi:
-Volontarietà
-Democraticità
-Trasparenza
-Consensualità

Come nasce una norma UNI?

Istanza proveniente dal «mercato»
Studio di fattibilità di UNI
Inchiesta pubblica preliminare
Stesura del progetto di norma (tavoli di lavoro)
Approvazione commissione tecnica
Inchiesta pubblica
Conferma del progetto di norma o integrazioni con le osservazioni raccolte
Ratifica e pubblicazione

Esistono norme UNI sul Coaching in vigore?

La prima norma UNI sul Coaching (non obbligatoria) – Definizione, classificazione, caratteristiche e requisiti del servizio è stata approvata il 13 Novembre 2015 ed è iniziato un altro importante passo: la scrittura della norma che definisce competenze, abilità e conoscenze del coach professionista.
Al tavolo di lavoro AICP coopera con professionisti della consulenza, delle organizzazioni e con le associazioni di coaching tra cui ICF, EMCC SCP ITALY, WABC

Quando sarà possibile avere una certificazione conforme alla legge?

L’emanazione delle norme tecniche sul servizio di coaching e sul professionista (conoscenze, abilità, competenze del coach) consentirà agli Organismi di Certificazione (OdC) accreditati da Accredia (Ente Unico di Certificazione) di rilasciare certificati di conformità con valore legale ai sensi della legge 4/2013

Il coaching arriva dall’America?

Il coaching nasce negli anni ’70, dalle teorie di Timothy Gallwey, allenatore della squadra di tennis dell’Università di Harvard. Il suo libro “The Inner Game”, nasce dall’analisi secondo cui la capacità di giocare al meglio dei suoi studenti di tennis, dipende dall’avere interferenze ed ostacoli mentali. Gallwey sostiene che le sfide dell’esistenza si combattano contemporaneamente in due aree: quella esteriore e quella della mente, in cui sconfiggere quotidianamente ostacoli che noi stessi ci creiamo limitando lo sviluppo del nostro pieno potenziale.

Come arriva il coaching in Italia?

A portare il coaching in Europa e a permetterne quindi la diffusione anche in Italia, è stato negli anni ‘80 John Whitmore, ex pilota automobilistico e successivamente psicologo dello sport. Whitmore ha introdotto il coaching nel mondo del business e della carriera professionale, quale metodo in grado di fornire un alto livello di consapevolezza e responsabilità personale, fondamentali per aumentare il proprio livello di performance.

Perché oggi si parla tanto di coaching?

Nell’epoca del tempo esponenziale e dei rapidi cambiamenti, persone e aziende necessitano di crescita ed eccellenza. La logica dell’adattamento a regole sociali e aziendali prestabilite e fisse viene soppiantata dal dinamismo e dall’urgenza di una sempre maggiore responsabilizzazione da parte del singolo individuo. Il coaching abitua le persone a pensare in modo autonomo, e questa autonomia consente lo sviluppo e l’allenamento delle potenzialità individuali a favore di una crescita comunitaria ed aziendale. La nostra evoluzione ci chiede di formarci e migliorarci non solo a livello tecnico in ambito professionale ma anche a livello personale sviluppando competenze relazionali ed emozionali. Il coaching allena in questo processo di miglioramento costante mantenendo in equilibrio sapere, saper fare e saper essere.

Fonte:

Associazione italiania Coach professionisti A.I.C.P.

 

facebook:

https://www.facebook.com/associazionecoach/

 

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