La Respirazione nello Sport di Matteo Chittaro | Ki.Co.Sys

-Questo articolo si sofferma soprattutto sugli aspetti della respirazione durante le attività di resistenza-

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Nelle discipline puramente anaerobiche e di brevissima durata, come gare di sprint, sollevamento pesi, bodybuilding ecc. molto spesso la fase di sforzo muscolare avviene in apnea; l’atleta in questo modo può concentrarsi su un maggior sviluppo di forza e coordinazione, oltre a proteggere schiena e gabbia toracica dal sollevamento di carichi pesanti o l’eventuale contatto violento con l’avversario.

Nelle discipline aerobiche di bassa intensità, dove la sensazione di affanno è ancora lontana (camminata in pianura ad esempio), l’atleta può tranquillamente respirare con il naso e noterà come aumenteranno sia la frequenza sia la profondità del respiro man mano che aumenta lo sforzo (ad esempio la velocità del passo o il passaggio dalla marcia alla corsa).

Nell’alta intensità, soprattutto oltre la soglia anaerobica, questo aumento è maggiore da parte della ventilazione rispetto al consumo di ossigeno richiesto, e la principale causa di questo “fiatone” è l’acido lattico: l’accumulo di quest’ultimo nel sangue viene in parte neutralizzato dai “sistemi tampone” tramite una reazione chimica che libera acqua ed anidride carbonica, sostanza tossica in forma gassosa per l’organismo che deve essere eliminata con il respiro. In queste condizioni la richiesta di ossigeno e la necessità di eliminare anidride carbonica aumentano vertiginosamente costringendo il soggetto a respirare sia con il naso che con la bocca, e comunque con la massima capacità possibile.

Dunque se per gli esercizi di moderata intensità vale il consiglio di respirare con il naso (perché le narici e le ciglia nasali costituiscono un filtro naturale per l’organismo proteggendolo da batterie da sostanze indesiderate. Inoltre l’aria viene riscaldata durante il passaggio nelle cavità nasali proteggendo la gola ed i bronchi dalle affezioni tipiche delle vie aeree), per intensità superiori è bene ricercare la massima quantità di aria respirando anche con la bocca; eventualmente se fa molto freddo e si è predisposti alle malattie da raffreddamento si può utilizzare una sciarpa o una Buff a protezione. Esistono anche delle tecniche di allenamento della muscolatura respiratoria, poco utilizzate per la difficoltà legata agli strumenti necessari (ad esempio lo SpyroTiger) e perché spesso molto noiose rispetto al piacere di allenarsi praticando il proprio sport.

Altra cosa sono invece i cerottini nasali che si vedono indossati molto spesso nelle manifestazioni sportive podistiche e ciclistiche: questi hanno senso soltanto per quei soggetti che hanno problemi di ostruzione alle vie nasali e da questi possono trovare giovamento anche nel riposo notturno.
Completamente sbagliata è invece la tecnica proposta da qualche allenatore di simulare l’allenamento in quota utilizzando una mascherina dotata di una ventola che limiti in parte il passaggio dell’aria: è ben noto che i benefici dell’allenamento in quota solo dovuti alla rarefazione di ossigeno, ed una ventola a palette può stimolare la muscolatura inspiratoria rendondo piu difficile l’inspirazione ma non cambiare i parametri fisici dell’aria che respiriamo.

Concludo questo articolo con una curiosità: avete mai pensato perché in una camminata sotto sforzo in salita viene naturale assumere la posizione chinata in avanti con le mani alle ginocchia? Il motivo non è l’appoggio e spinta delle mani sulle cosce, ma   la respirazione, perché in tale posizione attivo maggiormente  il gran dentato, il principale muscolo inspiratore, assieme al diaframma, che concorre anche all’espansione della gabbia toracica. Questo vale anche nella preparazione in Palestra, dove si allenano sempre gli Addominali, espiratori, e poco gli inspiratori, specie nel ciclismo dove l’Allenamento del tronco viene spesso tralasciato, nella paura d’aumentare la muscolatura “non propulsiva”, alterando il rapporto peso\potenza.

Ki.Co.Sys.  •  Tel: +39 3392050199 | E-mail: info@kicosys.it

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29 Ottobre, 2016|

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